1. PIANIFICAZIONE
- riconoscere ill target
Prima di iniziare un progetto è bene chiedersi a chi andrà rivolto. Definire l’utente finale aiuta ad eliminare molte possibilità stilistiche incompatibili, o almeno a ridurre quelle più improbabili. Bene anche il riconoscere l’esistenza di target multipli (per esempio, il sito web della Disney Giocattoli deve attrarre sia i potenziali acquirenti che i loro genitori).
- sviluppare il wireframe
Definito l’utente medio è indispensabile conoscere in maniera esatta il numero delle pagine da sviluppare e la loro caratterizzazione e composizione. Lasciare qualcuno di questi fattori al caso equivale ad un complicarsi lo sviluppo in maniera esponenziale rispetto agli aspetti non considerati.
Per ovviare a questo inconveniente è bene creare un preciso schema sintetico relativo alla costruzione di ogni pagina e alla disposizione degli oggetti in essa contenuti.
- elaborare un flusso di lavoro
Per ogni progetto è buona norma creare una timeline in cui suddividere il principale “goal” (la pubblicazione) in più step riducendone la complessità, controllando le varie fasi della progettazione grafica e dello sviluppo con più facilità.
2. GRAFICA
- creare una tavolozza
La tavolozza di un sito è uno dei suoi aspetti fondamentali. Una scelta accorta degli accostamenti cromatici rende la navigazione piacevolmente intuitiva o un inferno dantesco. Evitare accostamenti cromatici improbabili, sovrabbondanza di tinte, l’uso di sfumature e soprattutto togliersi dalla testa l’idea che usare gli effetti di Photoshop vuol dire saper usare Photoshop! A seconda delle possibilità è comunque bene puntare su tinte piatte e variarle poche volte.
- occhio alle emorragie bitmap
Non vorrei mettermi la zappa sui piedi da solo, ma ponetevi una domanda: quanto è fondamentale la grafica nel vostro sito? Progettando un sito per uno studio di avvocati, avete davvero bisogno di quel grosso banner 600x300px posizionato nell’header? Dov’è che la grafica di un sito smette di essere un mezzo di comunicazione per diventarne il fine?
3. COMPILAZIONE
- creare un xhtml pulito
L’xhtml del sito dev’essere tableless, come minimo 1.0 Transitional ma possibilmente in Strict, visto che già abbiamo a pranzo la versione 1.1. Come regola, cercate di pianificare la struttura in modo da utilizzare meno div possibili (evitando così un sacco di problematiche crossbrowsing). Usate più che potete le liste, sostituendole a nidificazioni di div e in generale riducete al minimo gli elementi presenti nella pagina.
- i CSS
Qui si entra nelle credenze religiose di ognuno, quindi non mi permetto di incorrere in ire e guerre sante. Vi sottopongo però alcuni piccoli accorgimenti che utilizzo personalmente:
- scrivere i css inline e non a cascata, compatta il foglio di stile e lo rende più veloce.
- utilizzare delle classi generali per tutto il sito (body, p, mg, h, etc..) e variarne (solo quando serve) le proprietà solo con i contenitori, caso per caso.
- quando usare la programmazione
Se il sito non è dinamico, è inutile utilizzare il php. Sembra che io abbia scoperto l’acqua calda, ma tante volte si lasciano pagine e pagine in php o asp quando sarebbe tanto più facile (e gradito a chi sappiamo noi) utilizzare degli “include” solo per le parti necessarie.
Allo stesso modo comportarsi con il flash. Ammesso e non concesso che ne abbiate bisogno per il vostro splendido menù, cercate prima di vedere se non sia possibile svilupparlo grazie ad una libreria jQuery, o se non sia proprio il caso di farne a meno.
4. SEO
- sviluppare i giusti contenuti
In questa fase è buona norma selezionare con cura i giusti contenuti da inserire in ogni pagina. Come regola, avendone la possibilità è meglio diversificare i contenuti spalmandoli su un numero maggiore di pagine, piuttosto che concentrare diversi argomenti in un’unica destinazione. Questo ci permetterà di scegliere un numero esiguo di keywords (tre o quattro al massimo) sulla quale concentrarci, permettendoci di uscire bene nei motori di ricerca.
- valutare i competitors
Un’attenta analisi della concorrenza geotargettizzata ci permetterà di focalizzare la nostra presenza sui motori con keywords meno sfruttate. In linea di massima, resta una buona idea confrontare le kw dei proprio competitors in modo da sfruttare “punti d’ombra” rimasti nelle ricerche.
5. MANTENIMENTO
- seguire la crescita del sito
Continuo con le banalità: un progetto non è concluso con la pubblicazione. I mesi successivi sono densi di piccoli aggiustamenti e routine da non perdere mai di vista: l’inserimento (previa eventuale RIMOZIONE delle vecchie versioni) del sito nei motori di ricerca (Big G in testa) si accompagna con un costante monitoring con tools indispensabili come webmaster tools e google analytics.
Parlando di indicizzazione, per i primi 3 mesi vi consiglio la stesura di un bel file excel con segnate in colonna le varie kw di cui tener d’occhio l’andamento e in riga i giorni di check, di cinque in cinque. In questo modo avrete dopo qualche tempo un quadro generale dell’andamento, e saprete SE e DOVE mettere le mani.
Queste poche regole vogliono più che altro essere un indice dei temi che andremo a trattare nei prossimi giorni. Sentitevi comunque liberi di obiettare e commentare le linee guida! Sarà interessante provare a discuterne insieme.